Appartamento Giulio II

Questo progetto di restauro della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra riguarda una parte dell'Antico Palazzo Apostolico in Vaticano particolarmente importante dal punto di vista storico: l'Appartamento di Giulio II. L'appartamento ha preso il nome da Papa Giulio II (Giuliano della Rovere, 1503-13), che gli diede il suo aspetto odierno quando succedesse a Papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia di Jativa, 1492-1503), e fa parte della struttura dell'antico Palazzo papale e si trova nell'ala nord del Palazzo Apostolico, eretta sotto Niccolò V (Tommaso Parentuccelli, 1447-55).

La parte nobile dell'appartamento è un susseguirsi incredibile di strutture medioevali splendidamente valorizzate ed impreziosite dagli attuali lavori che riportano alla luce strutture architettoniche e dipinti non più visibili forse da secoli. Fa parte di questo appartamento, oltre ad uno splendido Giardino d'Inverno anche la Stufetta del Papa, un piccolo straordinario locale con splendide decorazioni d'epoca, di pittore non conosciuto, ma vicino a Raffaello.

La stanza attigua è il famoso Cubicolo del Papa, con uno splendido soffitto a cassettoni decorati con al centro lo stemma papale. Nella parte superiore al soffitto si trovano resti di affreschi del Pinturicchio e dei fregi della sua scuola. Il pavimento risale certamente ai tempi di Papa Alessandro VI, vista la presenza, oltre al cotto, di mattonelle in terracotta smaltata di gusto decisamente spagnolo. Dopo Alessandro VI, Giulio II e Clemente VII hanno utilizzato questi locali così significativi per la storia della Chiesa altri grandi Papi come Leone X, Paolo III, Giulio III, Sisto V, Alessandro VII, tutti pontefici che sono indubbiamente passati alla storia per aver lasciato un'impronta non comune nella struttura architettonica del Palazzo Apostolico, della Basilica e della stessa città di Roma. Il restauro è stato realizzato con i contributi del Dott. Hans Urrigshardt e di Fundación Endesa, Spagna (quest'ultimo destinato all'illuminazione dell'appartamento), nonché con il contributo diretto e personale del Dott. Hans-Albert Courtial.